mercoledì 31 dicembre 2014

INSI MILIT INES



Quando gli uMANI cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uMANI erano belle e ne presero per MO'gli quante ne vollero. 
All'ORA il S'IGNORE disse: "IL MIO SPI-RITO NON REsTERRA SEmPRE nell'uMANO, perché egli è carne e la sua vita E' SOLO di C'E'ntOVEntiANi".
C'erano sulla terra i giganti a quei tempi - e anche dopo - quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell'antichità, UoMINI FAmOSI.
Il S'IGNORE vide che la MALvAGITà degli UoMINIuomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro CUoRE non era altro che MALE.
E il S'IGNORE si PENtì di aver fatto l'UoMINO sulla terra e se ne a.D.doLORO' in CUor SUo.
Il S'IGNORE disse: "STErMINErò dalla terra l'UoMINO che ho cREATO: con l'UoMINO anche il BESTiAMO e i REtTILI che sTRIsciANO con il VEN..3 e gli UGGELLI siMILI a quelle che SONO nei CIELI, perché SONO PENtito d'AVErLI' fATTI".

sabato 27 dicembre 2014

Al DISCEPOLO più A-MATO


 
CHI AVRA' il coRAGGIO di rinNEGARE
un DIO "FUORI di NOI"
per SALVARE CHI ABBY-AMO
in GREMBO?

giovedì 25 dicembre 2014

un AnGnElino che VIENE per GENErARE la MADRE di DIO?


Anche la MAMMA LUPA 
ha CU...ore 
per i PROpri cucCIOLI 
laCERAndo il cuORE 
della PE'-CORa MADRE 
del SUO AnGnEllino.

A cOSA SerVE' venire al mondo per poi morire?
CHI o cOSA dobbiamo, i questo FRA'tempo, creare o A.D.dirittura GENErare?

L'ANIMA...la' o QUA'?

mercoledì 24 dicembre 2014

Pe la SPOSA di IERI e la SPOSA di OGGI



Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto forza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno;
ognuno si fa beffe di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo proclamare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno.
Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più in suo nome!».
Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente,
chiuso nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.

lunedì 22 dicembre 2014

LAMI ANNutrice cO ME MAtre.


ELla non mi ha riVOLTO SOLE parole ma i FATTI.
ED io non vi rispONDErò con le vostre parole perché SIETE VINTI.
Ho A.T.TESO, ma POIché non parlate di quello che vorREI SENTI-RE, poiché state lì senza risPOSTa, voglio anch'io dire la MIA parte, anch'io esPORRO' il mio PARE-RE; mi sento infatti pieno di PAROLE di FUOCO, mi PRE-ME lo SPI-RITO che è dENTRO di ME.
Ecco, dentro di me c'è come VINO che FERmenta, ma senza sfogo, come VINO che squarcia gli otri nuovi.
Parlerò e mi sfogherò, aprirò le labbra e risponderò.
Non guarderò in faccia ad alcuno, non adulerò nessuno, perché io non so adulare: altrimenti il mio creatore in breve mi ELI'-MINErebbe.
AsCOLTA-TE dunQUE, i miei disCORSI, ad ogni mia parola pORGEte l'OREcCH'IO.
Ecco, io apro la bocca, parla la mia lingua entro il mio paLATO.
Il mio cuore dirà sagge parole e le mie labbra parlerANNO chiARAmente.
Lo SPIRITO di Dio mi ha cREATO e il SOFfIO dell'OnNIPOTEnte mi dà vita.
Se PO'teTEe, rispONDEtemi, preparatevi daVANTI a me, state prONTI.
Ecco, io sono come voi di FRONTE a Dio e anch'IO sono stato tratto dal fango: ecco, nulla Avete da TE-MERE da ME, né graVERO' su di VOI la MANO.
Non AVE-TE fatto che dire ai miei OREcCHI e ho ben udito il SUO-NO dei vOsTRI detti: "Puro SI AMO NOio, senza peccato, NOi si amo mondo, non ABBiAmo colpa; ma ELI' contro di NOi trova preTESTI e ci STIMA suoi nèMICI; pONE in ceppi i nOsTRI piEDI e sSPIA tutti i nOsTRI pASSI!".
Ecco, in questo VI rispONDO: non AVE-TE raGIONE.
Dio è infatti più grande dell'uomo.
Perché VI LAMEntate di Lui, se non rispONDE ad ogni vosTRA parola?
Dio parla in un modo o in un altro,
ma non si fa attenzione.
Parla nel SUO-NO, nelle imMAGIni, nelle viSIONi, quando cade il sopORE sugli uomini e si AdDORmentANO nelle TE-NEBRE; apre all'ORA l'OREcCH'IO degli uoMINI e con apPARIzioni li sPAVENTA, per disTOGLIERE l'uOMO dal MALE e tenerlo lontano dall'orgOGLIO, per preSERVA-RE l'anima dalla fOSSA e la sua vita dalla morte VIO-LENTA.
Lo corREGGE con il DOlORE nel suo lETTO e con la torTUra CONTInua delle OSSA; QUAnDO il suo senso ha nauSEA del pane, il suo apPETITo del cibo sQUI-SITO; quANDO la SUa CARNE si CONsUMA a vista d'ocCH'IO e le osSA, che non si vedEVAno prima, spUNTAno fuORI, QUAndo eGLI si avVICIna alla fOSSA e la sua vita alla diMORA dei MORtI.

Ma se VIE' un ANGELO prESSO di LUI, un proTETTOre SOLO fra MIllE, per mostrare all'uOMO il suo doVERE, ABByA pietà di LUI e dica: "aCAMPAlo DAllo SCENDER nella fOSSA, ho trovato il riscATTO", all'ORA la carne del PICCOLO che ha ancora in GREMBO SARA' più fresca che nella SUA GIOVEnTU', tornerà ai giorni della sua aDOLEscenza: SUpplicherà Dio e questi gli USErà BENEvoLENZA, gli MOSTRErà il suo VOLTO in giubilo, e RENDErà all'uOMO la sua GIU'stizia.
ELI' si rivolgerà agli uomini e dirà: "Avevo peccato e violato la giustizia, ma egli non mi ha punito per quel che meritavo; mi ha scampato dalla fossa e la mia vita rivede la luce".
Ecco, tutto questo fa Dio, due volte, tre volte con l'uomo, per sottrarre l'anima sua dalla fossa e illuminarla con la luce dei viventi.
A.T.tendeTE, asCOLTaTEMI, TACete e io PARlerò: ma se AVEte qualcOSA da dire, rispondeTEMI, parLATE, perché vorREI darVI raGIONE; SENO' altriMENti aSCOLt'A-TEMI eDIO VI inSEGNErò la SAPIENZA.

mercoledì 17 dicembre 2014

E' NATO l' nOwO o il Ser PENtdE?


Perchè gli angeli li raffigurano con le ALI?
Sono TUTTI o VIPERI?
Se non FOSSE per lo SPAZIO VISIvo ... si potrebbe anche lasciare il POLLA-IO così come si presenta, ma troppe PIUME spenNATE inQUInANO le CACCHINE che se diLUIite potrebbero SerVIRE per conCIMARE l'ORTO.
UNO SOLO HA LE ALI e LE MAMMELLE e SUCCHIA anche SANGUE da CHI dovrebbe ESSERE a IMMAGINE e SOMIGLIANZA del PADRE che AMA come una MADRE. Ma le GALLINE continuano a FARE l'UoMo e non sanno che è vuoto perchè il GALLO non c'è e non si sente la sVEGLIA del TRA DIRE tra il BENE e il MALE, che biSOGNA solo conscerlo PER DONARLO osIGNORarlo?

Ma spesso mi chiedo!
Chi PERDE TEMPO nel guardare e sentire, per non dire LEGGERE ... senza capire perchè ci si sCONTRA e per quale VERO MOTIVO.

Io ho semPRE S.O.S.TENUTO e TEMUTO che ci SONO spiriti che giocano con i nostri CORPI senza conDIVIDERE le SOFFERENZE della CARNE.
Non voglio apriRE una disGUSsione sul perchè Gesù dice di mangiare la SUA CARNE e di BERE il SUO SANGUE, ma NOTO che qui si pensa solo a PASSARE il TEMPO a vedere come si comportano gli ANIMALI.

Fa anche questo DIO?
E' solo A.T.TENTO a qualche PULCINO che potrebbe venir schiacciato dalle ZIE ... in VOLOantaRIAmente?
O ci piace vedere il SANGUE versato e i CORPI strapazzati?

Fino a quando IO SARO' coSTRETTO a VEDERE e balbettare qualcosa che il MIO ANGELO preTENDE che io continui a FARE ... pure MALE?

Fino a quando IO DEVO rimanere APPESO a questa RETE di un POLLAIO?

Io che sembro un PIPI'strello che si è spiccicato a questa RETE ma non sa fare l'uovo.

Forse HO capito perchè LUCIFERO lo rafFIGURAno con le stesse MIE ALI e che MANgià peccaTORI per conCIMAre un PO' gli INFERI DEI Regni DEI CIELI.

Fino a quando?
Io so che troppo conCIME alla FINE BRUCIAno i GERMogli.

lunedì 15 dicembre 2014

ECCO in UNO in coLUI che E', che ERA e che VIENE


Rallegrati o MATER ANIMA MIA


Noi celebriamo, spero con il cerebrale intuito, la nascita di un uomo che nacque innanzitutto da UNA DONNA. Che questa sia stata VERGINE o STERILE, solo Dio lo sa. Che del Padre non ci risulta UNA SOLA PAROLA, ma solo pensieri, sogni e anGELI che lo abbiano ammutolito, solo LUI lo sa.
Una cosa è CERTA: "Tra i nati di donna non è sorto uno più grande".
Questo disse di LUI il FIGLIO della Vergine, il cosiddetto "FIGLIO dell'UOMO".
Nemmeno Dio può scrutare l'ANIMA che appartiene allo SPIRITO del PADRE, perché UNO E' l'ETERNO e tanti gli immortali.
Finiamola di fare conFUSIONE.
Il TEMPO E' FINITO!
Giovanni divenne Gesù quando decise di lasciare il deserto che gli dava l'austerità di poter anche venir considerato l'EL'YA, il CRISTO come descritto dal PRO-FETA IsaYA.
Testimoniare la LUCE VERA non vuol dire indicare un altro figlio di donna, ma far conoscere il FIGLIO dell'UOMO e della "VERGINE".
Come un GRIDO può anche non dirci NULLA, COSI' il VERBO non è un semplice SUONO o GRIDO nel deserto.
Non serve gridare ma basterebbe SUssURRA'-RE la VERITA' che anche se non più AUSTERA da PO'TER conVINCERE gli ipocriti FARI-6, si lascia riCONOSCERE da chi è POVERO DEI beni MATERiALI. I VERI CAPIENTI di SPIRITO SANTO.

La voce non GENEra LA PAROLA, ma la esPRIME.
MAN mano il VERBO incomincia ad afFERM'ARSI nella mente, nel cuore, ma GENERA e CONCEPISCE nell'ANIMA il FIGLIO dell'UOMO. Anche in un MASCHIO.
Il Cristo è il Verbo e Giovanni la SUA "voce", poiché di Cristo è stato scritto: "In principio era il Verbo", ma Giovanni, parlando di se stesso disse: Io sono voce di uno che grida nel deserto.
La parola riguarda la mente, la voce l'orecchio: quando la voce colpisce l'orecchio e non apporta la parola alla mente, ha un suono insignificante e manca di un utile frutto. Invece, perché nella mia mente si formi la parola, non c'è bisogno di voce; ma perché sia recato alla tua mente ciò che nella mia è già una realtà, la parola assume il servizio della voce. Perciò: la parola può precedere la voce, ma non può venir fuori senza la voce. A questo fine è creata la voce: non perché generi la parola, ma affinché ciò che era e si celava possa esternarsi. Quindi, quel che abbiamo detto della parola e della voce, dobbiamo riferirlo a Cristo e a Giovanni. Considera Cristo. In principio era il Verbo. Dov'era? E il Verbo era presso Dio. In principio presso Dio. Quanto prima di noi! quanto al di sopra di noi! E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. E da che lo sapremmo se non ascoltassimo la voce? Cristo infatti si muoveva fra gli uomini già vestito di carne mortale; e nonostante gli uomini andavano da Giovanni a dirgli: Sei tu il Cristo? Ma quello, a garantire di essere "voce", introduceva il Verbo che egli precedeva, respingeva l'onore che non gli spettava, additava Cristo. A quanti infatti dicevano: Sei tu il Cristo? Giovanni rispondeva: Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo. Ascoltate lui, riconoscete lui; quanto a me, lui precedo, lui annunzio. Ricordate quel che aveva detto: Io sono voce di uno che grida nel deserto, preparate la via al Signore; non a me, ma al Signore. Perciò, dal momento che grido, è lui che annunzio, poiché la voce dell'araldo è segno dell'arrivo del Giudice. Ma quando sarà venuto Colui che annunzio e avrà inabitato con sicurezza la vostra mente, bisogna che egli cresca e che io, invece, diminuisca. Voi sapete infatti, carissimi, che la parola, per il pronto ricorso all'aiuto della voce, quando sarà penetrata interiormente, attraverso l'ascolto, quella parola va affermandosi nella mente ed all'orecchio la voce viene meno. Il suono che ha colpito l'orecchio, infatti, non rimane dopo che il suo permanere viene ad essere senza limiti perché è penetrato nella mente. E questo per quale ragione? perché egli deve crescere ed io, invece, diminuire.

Battezza Giovanni e battezza Cristo. A Giovanni fu detto: L'uomo sul quale vedrai scendere lo Spirito come una colomba e rimanervi è colui che battezza in Spirito Santo e fuoco. Questo lo sapete, Fratelli, avvenne quando fu battezzato Cristo: ed ecco ormai che nel mondo intero egli è che battezza. Si è diffuso dovunque il battesimo di Cristo; in realtà il battesimo di Giovanni, sebbene abbia significato in mistero, nel ricordo del passato, tuttavia, attualmente non viene più amministrato. È venuto meno il battesimo di Giovanni, si è diffuso il battesimo di Cristo; per cui, dice anche: Bisogna che egli cresca ed io, invece, diminuisca. Riscontriamo tale affermazione nella nascita di entrambi e nelle loro passioni. Infatti, sebbene di Giovanni abbia detto Giovanni - Giovanni Evangelista di Giovanni Battista - sebbene abbia detto di lui: Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni: egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, sebbene sia comparso per rendere testimonianza alla luce, tuttavia è nato in questo giorno, Fratelli, quando il periodo della notte si fa più lungo e il giorno comincia a diminuire; Cristo, in verità, nel solstizio d'inverno, come sapete, quando il calare del periodo notturno si traduce in vantaggio della luce del giorno, poiché un tempo siamo stati tenebre, ma ora luce nel Signore. Per quale ragione sono nati in tali circostanze? Perché bisogna che egli cresca e questo, invece, diminuisca. Così pure, nelle loro passioni, Giovanni ha il capo troncato dalla spada, Cristo viene innalzato sulla croce; Cristo viene eretto, costui prostrato; perché costui diminuisca, gli viene troncato il capo, perché quello cresca, viene allungato. Bisogna che quello cresca e questo, diminuisca. Non a torto, a mio avviso, anche le età dei genitori rappresentano una scelta: una donna molto anziana genera Giovanni, una giovanissima vergine Cristo; Giovanni una sterilità senza speranza, Cristo un'intemerata verginità; insomma, l'uno una giovanetta in crescita, l'altro una vecchiaia in declino.

Entrambi annunziati dall'AnGELO.

Ma qual è la ragione, Fratelli miei, quanta la dignità di quest'uomo per cui, proprio come Cristo Signore, un angelo lo annunziò nascituro ai genitori? Com'è che lo ha meritato? Perché tra i nati di donna non è sorto uno più grande. Come infatti sapete, l'angelo Gabriele è inviato al sacerdote Zaccaria, anche Gabriele è inviato alla vergine Maria, promette un figlio all'uno e all'altra, riceve da entrambi una risposta. All'angelo che gli promette un figlio Zaccaria risponde: Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è sterile e avanzata negli anni. Anche Maria risponde: Come avverrà questo? Poiché non conosco uomo. Crea difficoltà ad entrambi la legge di natura. Entrambi, credo, ancora non sapevano che la legge di natura veniva a cessare per intervento del dono della grazia di Dio. Perciò entrambi avranno esitazione nella risposta; nondimeno, quello è punito, questa viene benedetta. A quello si dice: Ecco, sarai muto; a Maria si dice: Benedetta tu fra le donne. Zaccaria perde la voce, Maria concepisce il Verbo. Dopo questi eventi, il Verbo si fa carne nella Vergine, e la voce si sprigiona dal muto; Giovanni, appena nato, rende la voce al padre; il padre, parlando, dà il nome al figlio. Tutti sono pieni di ammirazione, tutti stupiscono e, scambiandosi a vicenda opinioni a bassa voce, dicono in cuor loro: Chi sarà mai questo bambino? Ora le nostre parole sono quelle del Vangelo. Davvero la mano del Signore era con lui. Chi sarà mai colui che ha avuto un tale inizio? È ancora tanto piccolo ed è già così grande. E se costui che si apre ora alla vita sarà grande, che sarà chi era da sempre? Giovanni, ancora chiuso nel segreto del grembo materno, lo riconobbe mentre era a sua volta nascosto nel talamo del seno verginale e, poiché non gli era possibile a voce, lo salutò sobbalzando; perciò, e di lui che sarà? Volete sapere che sarà? Lo dirò in breve, ascoltate il Profeta: Egli - disse - sarà chiamato il Signore di tutta la terra.

Contro il sopravvivere di usanze superstiziose.

Dunque, celebrando con adunanze festive il giorno della nascita del beato Giovanni, precursore del Signore, dell'uomo grande, imploriamo l'intercessione delle sue preghiere. Dal momento che è davvero l'amico dello Sposo, anche a noi potrà assicurare di poter raggiungere lo Sposo, per meritare di ottenere la sua grazia. Ma, se vogliamo ottenere la sua grazia, evitiamo di profanare la sua nascita. Si faccia finita con quel che sopravvive di sacrilego, abbiano termine le passioni e i sollazzi delle vanità; è vero che quelle cose che abitualmente si fanno non avvengono più in onore dei demoni, tuttavia però ancora secondo il costume dei demoni. Ieri, dopo l'ora del vespro, l'intera città ardeva di fuochi maleodoranti; il fumo aveva oscurato tutta l'atmosfera. Se vi sta un po' a cuore la religione, consideratelo per lo meno una vergogna per tutti. Sappiamo, Fratelli, che queste cose sono i ragazzi ad attuarle, ma gli adulti avrebbero dovuto evitarle. Infatti, secondo il detto di un tale: Chi, potendolo, non impedisce che si pecchi, lo vuole. In realtà, Fratelli, la Chiesa, nel nome del Signore progredisce di anno in anno; queste cose vanno in disuso, e in ogni caso il deperire tende al nulla, ma non sono estinte fino al punto che si possa stare tranquilli senza doverne parlare. Né potremo tacere prima che le vecchie usanze e i nuovi riti raggiungano i propri fini, così che l'antica superstizione scompaia e la nuova religione si affermi in pieno. Per il nostro Signore Gesù Cristo al quale è l'onore e la gloria con Dio Padre onnipotente e con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

ORA avete capito tutte queste cose?
QUESTO E' PIU' di un COPIA e INCOLLA.
QUESTO che vi PARLA, come all'AUR'ORA E' più di una PRO-VOCAZIONE.
E' UNO scriba divenuto discepolo del regno dei cieli e padrone di casa e del suo tesoro che contiene cose nuove di cose antiche.

giovedì 11 dicembre 2014

Il REGNO E' DEVIO LENTI



«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire.
Chi ha orecchi, ascolti!».
Quando è nato il SIGNORE nel vostro MONDO?
E quando avete incontrato il CRISTO?

In principio … in Genesi 1,1
cOME in Giovanni 1,1 e i giorni dopo (Gv 1,19,29,35,40,43,47)
1° [1, 19-28] La testimonianza di Giovanni;
2° [1, 29-34] Il giorno dopo in  "Ecco l'agnello di Dio …”*;
3° [1, 35-39] Il giorno dopo Giovanni in "Maestro, dove abiti?";
4° [1, 40-42] Il giorno in cui Gesù dice: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Pietro”:
5° [1, 43-46] Il giorno dopo Gesù incontrò Filippo e gli disse: "Seguimi";
6° [1, 47-51] Il giorno in cui Gesù rispose a Natanaèle: "… io ti ho visto quando eri sotto il fico"**;
7° [2, 1-11] Il giorno delle NOZZE.
* battezzava con acqua per far conoscere coLUI che VIENE.
** l’albero della conoscenza

SiATEO VI o LENTI in A-MORE.
E SOLO se questa VI o LENZA rimane allora sieTE nella VIA VERA per la VITA E TERNA.

lunedì 8 dicembre 2014

mercoledì 3 dicembre 2014

ANNA bloccato cOME ME in ALBum di FACCE

La chiamano la SECONDA moltiplicazione DEI pani e DEI pesci, ma è un VERO inSEGNA-mento per pre-PARARSI alla FUGA da questo mondo, da VERO RE per i SUI SUdDITI, divenuti FRAtelli di VIAgGIO.
Chi ha conDIVISO con il CAPO tutte le sofferenze, COME in un CORPO UNICO, è DEGNO di riSORGERE inTEro e intATTO.
COME l'ANIMA, ma TUTTA come un CORPO.
Non solo il TABERNACOLO, ma TUTTA la CHIESA.
Ma che DICO!
COME TUTTA una CITTA', UNA NAZIONE, ... UN MONDO inTEro.
Non più di TERRA, ma TUTTA del CIELO.
Ho fatto la rima?
Cos'è la rima se non una SI MILITudine di SUO...no?



AMOri MIEI, non TE-ME-TE, nulla è andato perduto.
Basta che una sola tartarughina riuscirà a raggiungere il mare e la SPECIE TUTTA sarà salva.
Ma anche nel MARE non è tutto finito.

Non temete! Continueranno a parlare le IMMAGINI, le PAROLE, ... le PIETRE.
Lo SPOSO si SALVO' e ORA ha SALVATO la SUA SPOSA.

Da ora in POI potete solo percepire il LORO ECO, il MIO e SUO...no.


COME DEI carcerati che si prePARANO all'EVA-SION da una SI-TU-AZIONE che non è di GIU'stizia, ma di ingANNO.
Non tutti sono PRONTI a superare il perCORSO, ma cOME si può NON conDIVIDERE la propria FORZA con CHI ti AMA e crede nella TUA PAROLA.
Cosè l'AMO-RE?
VOI VELO avete inSEGNATO!
Io CONOSCEVO SOLO la VERITA'.



In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e,
salito sul monte,
lì si fermò.
Attorno a lui si radunò molta folla,
recando con sé zoppi, storpi, ciechi,
sordi e molti altri malati;
li deposero ai suoi piedi,
ed egli li guarì,
tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano,
gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano.
E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse:
«Sento compassione per la folla.
Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare.
Non voglio rimandarli digiuni,
perché non vengano meno lungo il cammino».
E i discepoli gli dissero:
«Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?».
Dissero: «Sette, e pochi pesciolini».
Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra,
prese i sette pani e i pesci,
rese grazie,
li spezzò e li dava ai discepoli,
e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà.
Portarono via i pezzi avanzati:
sette sPORTE piene.